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Stallman a Firenze - Tecnologia digitale: libera o soggiogante?


Richard Stallman
Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation

Sabato 14 settembre tappa fiorentina per Richard Stallman, che nella suggestiva altana dell’ex Convento delle Oblate, a due passi dalla Cupola del Brunelleschi e dal Campanile di Giotto, ha incontrato gli appassionati - e non solo - di software libero per parlare di “Tecnologia digitale: libera o soggiogante? - Software libero ed economia solidale per difendere democrazia e libertà”.

L’evento, collocato nell’ambito delle attività del Distretto di Economia Solidale di Firenze, è stato organizzato da Solidarius Italia in collaborazione con Associazione Libera Informatica, l’Altracittà, Battiti, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, perUnaltracittà, Social Watch.

Libertà e tecnologia digitale

Tema dell’incontro è stato il binomio libertà e tecnologia digitale, in ragione di quanto la seconda possa essere al servizio della prima così come, al contrario, funzionale alla limitazione o (perfino) alla privazione di essa.

Stallman ha ripercorso i momenti salienti della formazione del movimento del software libero, dalla fondazione della FSF allo sviluppo del sistema libero GNU, l’“incontro” con Torvalds per l’apporto del kernel, che ha permesso di completare il lavoro degli sviluppatori del sistema (GNU-Linux), fino ad arrivare ai giorni nostri, tempo in cui l’informatica libera diventa di rilevante importanza per scongiurare le minacce del software proprietario o di applicazioni web non controllabili.

I pericoli del software proprietario

Il pericolo deriva dall’impossibilità per l’utente di controllare ciò che realmente la macchina fa, poiché i programmi o i servizi on line possono giungere fino al punto di impadronirsi del nostro computer in modo occulto, magari modificando le impostazioni da noi scelte, per carpire dati personali - che non vorremmo certo diffondere - per scopi commerciali o di controllo da parte degli Stati.

Pratiche di “phishing”, “spyware”, “backdoors” sono stati i termini più ripetuti nelle oltre due ore dell’intervento di Stallman; il quale, d’altra parte, ha richiamato l’attenzione sull’uso, pregiudizievole in sé, dei social network, nonché sui pregiudizi che possono generare programmi di elaborazione di ogni genere, di riproduzione di file multimediali, di fotoritocco, fino a certi software installati sui telefoni cellulari o sui lettori di e-book. Programmi all’interno dei quali l’utilizzatore non può vedere né operare: software privato che può privare l’utente del controllo del proprio computer.

Le quattro libertà

Software libero è, al contrario, quello che assicura all’utente le quattro libertà:

  1. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo
  2. Libertà di studiare e modificare il codice sorgente come lo si desidera
  3. Libertà di ridistribuire copie, a beneficio altrui
  4. Libertà di distribuire copie delle versioni modificate, in modo che tutta la comunità ne tragga beneficio, con la (pre)condizione dell’accesso al codice sorgente

Per incentivarne l’uso e diffonderne la conoscenza, Stallman ha invitato tutti a navigare tra le pagine del sito www.fsf.org, in particolare nella sezione “resources”, con ampia scelta di applicativi e di distribuzioni GNU/Linux libere.

Saint IGNUcius

Infine, poiché la divulgazione del software libero è una missione quasi religiosa, Stallman ha svestito i panni del rigoroso divulgatore per assumere quelli più “mistici” - e molto “comici” - di Saint IGNUcius della Chiesa di Emacs e si è improvvisato banditore dell’asta di un piccolo pupazzo dalle sembianze di Gnu, il cui prezzo è andato a beneficio della FSF. Quasi a ricordare che “free” non equivale a gratis!

Info
Maggiori informazioni sul software libero e sulla Free Software Foundation su www.fsf.org.